Carnevale di Vèrres

Carnevale di Vèrres

E’ uno tra i più famosi castelli in Valle d’Aosta per via della sua architettura e per la sua tipologia unica, il suo castello unico e rendono questo luogo magico, anche per lo svolgimento del carnevale di Vèrres.
Si erge lungo la via delle Gallie, quasi di fronte al castello di Issogne sulla  sinistra orografica della Dora Baltea. A differenza del castello di Issogne, però questo ha accentuato il suo carattere militare: sorge sulla sommità di una altura rocciosa ed inoltre si trova in un punto strategico per il commercio di minerali che venivano estratti nella
zona.

Carnevale di Vèrres

Già nel XIII secolo apparteneva alla famiglia De Vèrretio, per poi passare, poco prima del 1390 ad Ibleto di Challant, il quale possedeva anche il vicino feudo di Issogne; sarà Renato di Challant nel 1536 a rinnovare l’apparato difensivo attraverso il lavoro dell’architetto militare Pietro de Valle. I suoi interventi riguardano la realizzazione della nuova cinta muraria con postazioni di cannoniere,di speroni a contrafforte e torrette poligonali ribassate. Venti anni dopo gli interventi sotto Renato di Challant, però inizia un periodo di lotte giudiziarie che durerà oltre 130 anni, venendo a mancare Renato, senza eredi maschi e tentando il possibile per lasciare la sua eredità alle figlie; sarà solo
nel 1696 che il castello tornerà nelle mani degli Challant.

Come testimoniato dalla lapide sopra la porta del castello, i lavori per la sua realizzazione terminano proprio nel 1390: si abbandona la tipologia castellata finora conosciuta che consiste nella torre mastio affiancata da altre torri secondarie e circondata da una o più cinte murarie merlate; ora la costruzione di Vèrres è un monoblocco che anticipa i modelli rinascimentali, privo di torri angolari formando un grande cubo di 30 metri per lato con muri
perimetrali spessi due metri e mezzo, in blocchi di pietra. Al centro un piccolo cortile che riceve luce dall’alto con al centro l’anello della cisterna.

Il paramento murario è aperto da bifore al primo piano e da monofore al secondo.
L’ingresso ha una porta difesa dal ponte levatoio, da una piombatoia (che consiste in una sorta di caditoia nella volta), e dal corpo di guardia. Il cortile ricorda una incisione del Piranesi, con l’imponente scalone in pietra retto da archi rampanti.

 

Gli ambienti interni si distribuiscono su tre piani: Il primo piano era riservato ai signori del castello e vi si accede
dallo scalone ad archi rampanti largo 2 metri, ma andiamo ad approfondire:

Sala della botola: così detta perché sul pavimento c’è una botola da cui si potevano bersagliare i nemici sottostanti.
Cucina: vi è anche una dispensa a muro con foro per la conservazione dei cibi, c’è anche un camino che oltre alla
funzione di cottura dei cibi fungeva da riscaldamento per la stanza adiacente.
Salone da pranzo :Vi si accede dallo scalone e dalla cucina, occupa quasi tutto il lato ovest del piano. Due grandi bracieri riscaldavano la sala, la quale è legata alla cucina da un passavivande. Prende illuminazione da bifore gotiche e da quadrifora trecentesca che si apre sul cortile.

Cucina padronale:si trova sul lato meridionale del castello, qui ci sono tre grandi camini, di cui uno destinato alla cottura di animali interi. Interessante è la copertura con volte a vele che risale all’epoca di Renato di Challant, XVI secolo, che riporta lo stemma di famiglia con le lettere “R” ed “M”, cioè Renato e Mencia sua moglie, questa copertura è l’unica originale del castello per cui meritevole di attenzione, le altre invece risalgono al XX secolo.

Nel lato orientale del castello vi sono le camere da letto dei signori, le quali sono riscaldate da grandi camini in pietra, mentre i soffitti hanno una copertura in legno a cassettoni.

Il secondo piano non è visitabile, esso veniva usato dagli ospiti del castello e conserva gli appartamenti di servizio,collegati con una scala in legno al piano delle caditoie. La stanza dell’angolo nord ovest veniva utilizzata per le segnalazioni.

Le foto di Sergio Ziggiotto rendono meglio l’idea di imponenza di questo magnifico castello.
Ogni anno il castello ospita il Carnevale Storico di Vèrres  (o carnevale di Vèrres )in cui si celebra la storia della contessa Caterina di Challant. Curiosi di saperne di più? Ecco la storia tra leggenda e tradizione:

Il 31 maggio del 1450, Caterina e il marito Pierre di Introd, scendono a Vèrres nella piazza pubblica e Caterina, al suono del tamburo inizia a danzare con i giovani tra le grida festose “Vive Introd et Madame de Challant”.
Oggi le celebrazioni del carnevale partono dal sabato al mercoledì mattina.

Si inizia a piazza Chanoux con il Gran Ciambellano accolto tra tamburi e trombe dagli arcieri e portabandiera, una volta annunciati i conti al grido “Vive Introd et Madame de Challant”, arrivano Caterina e il suo consorte ed iniziano le danze, la sfilata raggiunge poi il municipio dove Caterina riceve i poteri dal sindaco per poi spostarsi al maniero sempre tra i balli.

 Il giorno seguente si ripete la sfilata poi si sale al castello e si dedica il pomeriggio ai bambini, la sera si cena al castello tra la musica. Si prosegue il lunedì con giochi per i bambini, il martedì con distribuzione di specialità valdostane come la polenta, sauciness, fisous e si prosegue così fino ad arrivare al Veglionissimo di chiusura presso il castello con ballo in maschera.

Che dire? Se volete provare questa esperienza tra storia, tradizione e leggenda venite a Vèrres dal 10 al 13 febbraio per festeggiare il 70° carnevale di Vèrres  e per non perdere la visita del castello !
Io vi aspetto per la visita del castello e gli altri siti della regione e per festeggiare il carnevale di Vèrres !

Tania

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