Fiera di S.Orso

fiera di s.orso

Fiera di S.Orso

Anche quest’anno come ogni anno, l’appuntamento tra i più attesi in Valle d’Aosta : la  Fiera di S.Orso, la 1018° quest’anno.

Durante i giorni dedicati alla fiera (il 30 e 31 gennaio) un’esposizione variegata di sculture, oggetti di antica tradizione fieramente mostrati da artigiani, artisti che per passione o per professione producono oggetti tra i più svariati con diversi materiali: pietra, ferro battuto,
legno, lavorazioni in ceramica, rame, vetro… ma a farla da padrona è sempre la scultura in legno.
In pochi, peró conoscono la connessione della Fiera con la cultura celtica, vediamone alcuni aspetti :

Il monaco Orso, nacque attorno alla metà del V secolo nell’Isola dei Santi ​in Irlanda, giunse in seguito in Valle d’Aosta attraverso la pratica del “martirio bianco”, un’adesione completa alle parole del Vangelo di Matteo: intraprendendo il viaggio verso la “volontà di Dio” si dava la propria vita al Cristo.

Arrivato in Valle d’Aosta dalla Francia, accanto al villaggio di Cogne si estendeva la grande foresta di Villa, la quale era infestata da rettili e S. Orso, in risposta alle richieste degli abitanti, si raccolse in preghiera e così le serpi e vipere abbandonarono la zona che fu disboscata, diventando una fertile piana dal nome “Pré de St. – Ours” ovvero il prato di S.Orso.

Una volta giunto ad Aosta, Orso divenne arcidiacono, ma fu nella vita quotidiana che Orso dimostrò tutta la sua carità cristiana, assistendo vedove ed orfani, in particolare, durante un’estate torrida, Orso si recò a Busseyaz vedendo con i propri occhi le conseguenze della siccità su uomini e bestie, si ritirò in preghiera e recitò il versetto biblico “tutte le cose sono date a coloro che credono” alzò il bastone, colpì la roccia tra i suoi piedi ed una sorgente di
acqua limpida scaturì dal suolo. Negli anni la sorgente prese il nome di “Fontana di S. Orso”.
Questo episodio è rappresentato in uno dei capitelli istoriati del chiostro di S. Orso con l’iscrizione “Fons Sancti Ursi”. A Busseyaz venne poi costruita una cappella nel 1659 grazie al lascito del notaio Martinet.

Veniamo al legame della figura del Santo con la fiera, evento atteso non solo dai valdostani durante l’anno.
Orso si occupò dei meno fortunati del suburbium di Aosta: vedove, anziani, orfani, ammalati, ma anche contadini, artigiani poterono usufruire del suo aiuto, tanto che nacque, tra la fine del VI secolo e l’inizio dell’VIII, l’ospedale di S. Orso poi scomparso nel 1782.
Orso ed i suoi confratelli, durante i festeggiamenti per il sopraggiungere della primavera, che si tenevano alle porte della città di Aosta il 1° febbraio, uscivano per le strade e distribuivano zoccoli, scarpe, attrezzi da lavoro, cibo ai poveri, contadini e viandanti presenti nel Borgo oltre le Porte Pretoriane. Da questa tradizione nacque in seguito la Fiera di S.Orso.

 

Cosa posso aggiungere ? Approfittate di questo periodo non solo per vivere la Fiera di S.Orso, ma anche per scoprire la Valle d’Aosta tra leggenda, tradizione e storia…sempre in compagnia della vostra guida turistica Tania!

 

Vi aspetto 😘

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